Quanto personale formare per i servizi sanitari?


Questo è il tema del giorno in sanità direte voi. Tanto si scrive infatti in questo momento su questo tema.
CEREF a partire dal 1983 ha effettuato ricerche sul tema per diverse Regioni, sotto la guida e la responsabilità del prof. Felice Vian. La metodologia utilizzata è stata sempre caratterizzata dalla rigorosità metodologica e si è andata progressivamente affinando, considerando nuove variabili.
Attualmente l’accesso alla formazione di base avviene per tutte le figure professionali dell’area sanitaria a numero programmato, le Regioni devono annualmente formulare le relative proposte al Ministero della Salute.
L’obiettivo è quello di garantire un sostanziale equilibrio tra domanda e offerta di lavoro negli ambiti considerati e un orientamento ai giovani, i quali hanno diritto di conoscere, per quanto ragionevolmente possibile, le prospettive dei vari tipi di studi che si accingono ad intraprendere.
Per determinare il numero di accessi necessari per coprire il fabbisogno dei propri servizi sanitari le Regioni italiane hanno utilizzato metodologie diverse. Anche a livello internazionale vengono applicate varie metodologie, come esemplificato dallo specifico rapporto OECD (2013).
Per saperne di più
Fabbisogni personale sanitario 2014